Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

Buongiorno a tutti, oggi parleremo di questa celebre citazione della Divina Commedia di Dante Alighieri.

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza

Versi 118-120, Canto XXVI dell’Inferno, Divina Commedia

Quella che vi abbiamo riportato è una terzina del canto XXVI dell’Inferno. Stiamo parlando quindi della Divina Commedia, quella che probabilmente è l’opera più rinomata della letteratura italiana e mondiale.

È la conclusione del discorso che Ulisse rivolge ai suoi compagni per spronarli a continuare il loro viaggio oltre le colonne d’Ercole, confine ultimo del mondo allora conosciuto.

Il canto ventisei, noto anche come Canto di Ulisse, è ambientato nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio dell’Inferno ove si trovano i “consiglieri fraudolenti”, ovvero condottieri e politici che non agirono con le armi e con il coraggio ma con l’acutezza spregiudicata del proprio ingegno.

Ulisse è l’astuto ingannatore che ha ideato il trucco del cavallo di Troia, ma non è solo l’inganno perpetrato che condanna l’eroe acheo. La sua colpa è anche quella di aver voluto oltrepassare i limiti imposti alla natura umana, rappresentati allegoricamente dalle colonne d’Ercole.

Nel canto dantesco, però, Ulisse incarna anche la figura positiva dell’uomo che dedica la propria esistenza alla conoscenza.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

La terzina (o “terzina incatenata” o “dantesca”) , è la strofa composta da tre versi che Dante Alighieri ha utilizzato nella composizione della Divina Commedia.

Di questa terzina, i due versi:

fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza

Versi 119-120, Canto XXVI dell’Inferno, Divina Commedia

sono i più famosi e ci suggeriscono come Dante Alighieri considerasse la conoscenza come il presupposto per determinare il valore di una persona. Una persona che non possiede conoscenza è un bruto, un individuo animalesco.

Analisi

Analizziamo la terzina nel dettaglio.

Considerate la vostra semenza“.

In questo primo verso Dante intende dire di prendere in considerazione le proprie origini, la natura umana.

fatti non foste a viver come bruti

Ovvero voi non siete stati fatti per vivere come dei bruti, ovvero delle persone che non usano l’intelligenza, al pari degli animali.

ma per seguir virtute e canoscenza

Ma per perseguire la virtù e la conoscenza.

Conclusioni

Quindi con questa terzina Dante ci vuole dire di seguire quella che è la natura umana: di vivere per inseguire le virtù, migliorarsi ogni giorno, conoscere e imparare nuove cose. Se l’uomo non impara non ha valore. Questo è uno dei motivi per cui è nata Fervida Ispirazione.

Alla prossima amici.

~ Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

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