Dove nasce e dove sfocia il fiume Po?

Dove nasce e dove sfocia il fiume Po? Si tratta di una domanda che ci è sorta l’altro giorno e abbiamo finito per scriversi sopra un articolo.

Il Po  è il fiume più lungo d’Italia. È un fiume che scorre verso est attraverso l’Italia settentrionale a partire dalle Alpi Cozie, scorrendo per 652 km (405 mi) o 682 km (424 mi) – considerando la lunghezza del Maira, un affluente di destra.

Si caratterizza per la sua grande portata (diversi fiumi oltre i 1.000 km hanno una portata inferiore o uguale a quella del Po). A causa delle sue caratteristiche, il fiume è soggetto a forti inondazioni. Di conseguenza, più della metà della sua lunghezza è controllata con argini e dighe.

Dove nasce il fiume Po?

Il Po sgorga da una sorgente su una collina sassosa a Pian del Re, un luogo pianeggiante alla testa della Valle Po sotto la parete nord-ovest del Monviso.

Dove scorre il fiume Po?

Il Po si estende poi lungo il 45° parallelo nord, scorrendo attraverso molte importanti città italiane, tra cui Torino, Piacenza e Ferrara. È collegato a Milano attraverso una rete di canali chiamati navigli, che Leonardo da Vinci ha aiutato a progettare.

Dove sfocia il fiume Po?

Prima di terminare il fiume si dirama in un delta che si proietta nel mare Adriatico vicino a Venezia.

Nella parte settentrionale di questo ampio delta (con centinaia di piccoli canali e cinque principali, chiamati Po di Maestra, Po della Pila, Po delle Tolle, Po di Gnocca e Po di Goro) si trova Comacchio, una zona famosa per le anguille.

La valle del Po era il territorio della Gallia Cisalpina romana, divisa in Gallia Cispadana (a sud del Po) e Gallia Transpadana (a nord del Po).

La Valle del Po

La vasta valle intorno al Po è chiamata Bacino del Po o Pianura Padana; col tempo è diventata la principale area industriale del paese. Nel 2002 vi vivevano più di 16 milioni di persone, all’epoca quasi ⅓ della popolazione italiana. (fonte)

I due principali usi economici della valle sono l’industria e l’agricoltura, entrambi importanti. I centri industriali, come Torino e Milano, sono situati su terreni più alti, lontano dal fiume. Si affidano per l’energia alle numerose centrali idroelettriche delle Alpi, e alle centrali a carbone/petrolio che usano l’acqua del bacino del Po come refrigerante.

Il drenaggio dal nord è mediato da diversi grandi laghi scenografici. I corsi d’acqua sono ora controllati da così tante dighe da aumentare il tasso di sedimentazione del fiume, causando problemi geologici.

L’ampia, umida e fertile pianura alluvionale è riservata principalmente all’agricoltura ed è soggetta a inondazioni improvvise, anche se la quantità complessiva di acqua nel fiume è inferiore al passato e non è in grado di sopperire alla domanda idrica. I principali prodotti delle aziende agricole intorno al fiume sono i cereali tra cui – insolitamente per l’Europa – il riso, che richiede una forte irrigazione. Quest’ultima coltivazione è il principale consumatore di acqua di superficie, mentre il consumo industriale e umano utilizza l’acqua sotterranea.

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