6 veri eroi che hanno letteralmente salvato il mondo

Un collage con le foto dei 6 veri eroi, o eroi della vita reale, che hanno davvero salvato il mondo

Ognuna di queste sei persone ha salvato il mondo in modo diverso.

Quando si parla di “salvare il mondo”, la maggior parte della gente si immagina Superman che interviene all’ultimo minuto, artificieri che disinnescano dispositivi mortali appena in tempo e scienziati che scoprono incredibili armi in grado di respingere le orde aliene. Ma gli eroi che hanno realmente salvato il mondo hanno storie molto più interessanti da raccontare.

L’umanità ha più volte scampato la distruzione grazie al sangue freddo e alla razionalità che alcuni individui hanno mantenuto dinanzi al pericolo. Alcuni atti di eroismo hanno avuto luogo nell’arco di anni e decenni, e sono il risultato del continuo e instancabile lavoro di formidabili persone. Alcuni eroi sono morti senza nemmeno essere a conoscenza delle conseguenze delle proprie azioni e di come sarebbero stati ricordati.

Indipendentemente da cosa abbiano fatto, si può dire con certezza che questi sei eroi della vita reale hanno davvero salvato il mondo!

Stanislav Petrov – Il soldato dal sangue freddo

Stanislav Petrov
Stanislav Petrov in casa sua nel 2016 – Wikimedia Commons

Nel settembre del 1983, il vero eroe Stanislav Petrov ha impedito da solo lo scaturirsi di una guerra nucleare mondiale. Come? Seguendo il suo istinto ed ignorando l’allarme di un missile in arrivo.

Petrov era da alcune ore nel suo turno come ufficiale di servizio al Serpukhov-15, il centro di comando segreto collocato fuori Mosca che monitorava i satelliti Sovietici in stazionamento sopra gli Stati Uniti d’America. Improvvisamente scattarono gli allarmi, segnalando che cinque missili intercontinentali erano appena stati lanciati da una base americana.

Petrov non si lasciò prendere dal panico. Sapeva che il sistema di allarme era ancora agli inizi e personalmente credeva che il segnale fosse falso (anche se in seguito si scopri che c’era il 50% di probabilità che fosse corretto). Invece di comunicare l’attacco missilistico, Petrov spense l’allarme e disse al suo supervisore che c’era stato un malfunzionamento nel sistema.

Fortunatamente, Petrov aveva ragione: l’allarme che segnalava i missili era un falso positivo. Se Petrov avesse comunicato l’attacco come reale, si sarebbe potuta scatenare una guerra nucleare in scala globale.

Ma mantenendo il sangue freddo e prendendosi del tempo per valutare la situazione, Petrov ha salvato il mondo.

“Avevo una strana sensazione allo stomaco” disse al Washington Post. “Non volevo fare uno sbaglio. Ho preso una decisione e basta.”

La rapidità di pensiero ha sicuramente aiutato: quando ha valutato ciò che stava accadendo, pensò che se gli Americani stessero davvero iniziando una guerra, l’attacco sarebbe stato molto più esteso e consistente.

“Quando qualcuno vuole cominciare una guerra, non lo fa solo con 5 missili.” Disse.

Vasili Arkhipov – Il comandante del sottomarino B-59

Vasili Arkhipov Portrait
Il giovane comandante Vasili Arkhipov, 1960 – Wikimedia Commons

Durante la crisi missilistica cubana del 1962, Vasili Arkhipov prese la decisione che a posteriori, secondo gli storici, si ritiene che abbia impedito l’inizio della Terza Guerra Mondiale.

Arkhipov era uno di tre comandanti a bordo del sottomarino sovietico B-59 il 27 ottobre 1962, quando ricevette l’ordine dal comando sovietico di fermarsi nei Caraibi, poco distante dal blocco navale americano che circondava l’isola. Il sottomarino sarebbe servito da supporto, sbarcando segretamente delle armi sull’isola.

Per celare la sua posizione agli Americani, il sottomarino stazionava in profondità – ma ciò non fu sufficiente.

Le navi americane individuarono il sottomarino sovietico e iniziarono a far esplodere delle bombe di profondità allo scopo di costringere i sovietici alla riemersione per l’identificazione. Ciò che gli americani non sapevano è che il B-59 era armato pesantemente: a bordo vi era un missile nucleare della stessa potenza di quello che distrusse Hiroshima.

Sottomarino sovietico B-59
Il sottomarino sovietico B-59 – Wikimedia Commons

Quando il sottomarino si immerse, perse le comunicazioni con la superficie. Non c’era nessun modo di comunicare con Mosca per ricevere gli ordini. Scossi dalle cariche esplose dagli american, due dei comandanti del sub credettero che si trattasse di un attacco e decisero di lanciare il missile presente a bordo.

Per lanciare il siluro era però necessario che tutti e tre i comandanti presenti a bordo approvassero l’azione. Incluso Vasili Arkhipov.

Il terzo comandante del sub mantenne però il sangue freddo, nonostante le vibrazioni dovute alle cariche di profondità. Egli sospettò che essi non fossero degli attacchi ma semplicemente un modo di obbligare il B-59 alla risalita.

Ed aveva ragione. Dopo aver atteso fino all’esaurimento delle riserve di ossigeno e carburante, il sub tornò in superficie per ritrovarsi circondato dalle navi da guerra americane, fortunatamente non in battaglia con esso. Seguì una rapida ritirata fino a casa, lasciando gli americani a mani vuote, ma coscienti dell’attacco nucleare evitato grazie al vero eroe Vasili Arkhipov.

Norman Borlaug – Il botanico che ha sfamato il mondo

Real-Life Hero Norman Borlaug Wheat
Bolraug che tiene in mano la sua nuova varietà di grano – Flickr | LIFE Magazine photo. November 1970 Mexico

Pochi scienziati hanno vinto tanti premi quanto Norman Borlaug, e quasi nessuno se li merita tanto quanto questo vero eroe. Dopotutto, non sono tanti gli scienziati a cui è stato riconosciuto il merito di aver salvato milioni di vite in tutto il mondo.

A differenza dei militari Arkhipov e Petrov, Borlaug salvò il mondo con il suo duro lavoro nell’arco di anni, anziché con una decisione presa sotto pressione.

All’inizio del ventesimo secolo, il pianeta sperimentò un serio declino nella produzione agricola e, se le cose non fossero cambiate, si sarebbero originate carestie che avrebbero devastato i paesi in via di sviluppo.

Dopo essersi laureato nell’Università del Minnesota in silvicoltura, patologia delle piante e genetica, Norman Borlaug si mise al lavoro. Iniziò a studiare varietà del grano allo scopo di trovarne una che potesse crescere in climi variabili in giro per il mondo. Quando non riuscì a trovarla, ne inventò una.

A pochi anni dalla laurea, Borlaug creò una varietà resistente resistente alle malattie ed in grado di produrre più piante e crescere più vigoroso di qualsiasi altro tipo di grano mai esistito prima. Quando combinato con le moderne tecniche agricole, questa nuova varietà poteva essere coltivato nei paesi in via di sviluppo.

In tal modo, Norman Bourlaug ha assicurato ai paesi in via di sviluppo un’esportazione redditizia, una fonte stabile di cibo e una base per la crescita economica. Prima della sua invenzione, si credeva che la maggior parte degli indiani subcontinentali (oltre un miliardo di persone) sarebbe morto prima del 1980. Invece, ora l’India sta vivendo un boom demografico.

Henrietta Lacks – Salvò migliaia di vite senza mai saperlo

Henrietta Lacks
Henrietta Lacks – Wikimedia Commons

Nel 1951 Henrietta Lacks, una povera madre di colore con cinque figli a carico, salvò il mondo senza nemmeno saperlo.

Henrietta visitò l’ospedale Johns Hopkins per un controllo dopo aver notato un rigonfiamento vicino alla sua cervice. Il suo dottore fece una biopsia e informò la sventurata Lacks che essa aveva un cancro cervicale: il rigonfiamento era un tumore. I trattamenti negli anni ’50 non erano lontanamente paragonabili a quello odierni e la probabilità di sopravvivenza della donna era limitata.

Con il peggioramento delle condizioni della Lacks, il suo dottore notò una stranezza mentre stava studiando campioni del suo tessuto: mentre le cellule ottenute dagli altri pazienti morivano nel giro di poco tempo, le cellule della Lacks continuavano a moltiplicarsi ad una velocità incredibile.

Sfortunatamente, ciò significava anche che le cellule del cancro si moltiplicavano più rapidamente di quanto il trattamento fosse in grado di ucciderle. Sette mesi dopo, Henrietta Lacks morì.

Real Life Heroes Henrietta Lacks
Ritratto di Henrietta Lacks – Tational Portrait Gallery

Eppure, le cellule di Henrietta Lacks continuavano a vivere. Con lo stupore di tutti i dottori del Johns Hopkins, le cellule sembravano impossibili da uccidere e si stavano moltiplicando a ritmi sorprendenti.

I dottori inviarono dei campioni ai medici di tutto il paese, curiosi di sapere che cosa sarebbero riusciti a farci. Uno dei professionisti era Jonas Salk, che con le cellule della Lacks creò il vaccino per la polio.

Con le cellule di Henrietta Lacks furono possibili dozzine di scoperte scientifiche. Tra di esse ci furono i vaccini per la polio ed il papilloma virus, il progetto Genoma Umano, scoperte sull’invecchiamento cellulare e la creazione del campo della virologia.

Henrietta Lacks non seppe mai di aver contribuito al mondo della medicina, in quanto i campioni di tessuto furono presi e distribuiti senza il consenso della famiglia, una pratica comune all’epoca ma che da allora sollevò delle questioni etiche.

Sebbene l’incertezza morale circonda la sua storia, non vi è dubbio che Henrietta Lacks meriti un posto nella lista delle persone che hanno salvato il mondo.

James Harrison – L’uomo dal braccio d’oro

James Harrison – L’uomo dal braccio d’oro

L’australiano James Harrison, allo stesso modo di Henrietta Lacks, ha ricevuto il potere di cambiare il mondo per una casualità, ma fu la decisione che prese su come utilizza questo potere a renderlo un vero eroe.

James Harrison iniziò a donare il sangue all’età di 18 anni, senza sapere che stava facendo qualcosa di straordinario. Fu solo anni dopo, a metà circa degli anni ’60, che i dottori di Harrison realizzarono che il suo sangue aveva qualcosa di speciale: conteneva un anticorpo inusuale che poteva essere utilizzato per prevenire una rara e potenzialmente fatale condizione nei bambini, conosciuta come eritroblastosi fetale o malattia emolitica del neonato.

Quando una madre con sangue Rh-negativo porta in grembo un bambino con Rh-positivo, il corpo della madre risponde al sangue del figlio come se fosse una minaccia esterna. Mentre la madre non risente di alcun problema di salute, il bambino può avere ripercussioni anche molto gravi: questa malattia può uccidere il bambino o può farlo nascere con patologie come l’anemia e l’ittero.

Ma se questa patologia viene diagnosticata il tempo, alla madre può venire iniettato un farmaco noto come Anti-D, in grado di trattare la malattia e permettere al bambino di nascere sano. Questo trattamento è possibile solo grazie a persone come Harrison, che nel sangue hanno una specifica combinazione di sangue Rh-negativo e anticorpi Rh-positivi.

Tagliando corto, il sangue Harrison permette di salvare vite. Dopo essere stato avvisato di ciò, Harrison si diede da fare e fino al 2018, ha donato il sangue una volta a settimana, tutte e settimane, per un totale di oltre 1.100 donazioni. Per questo motivo, è stato soprannominato “l’uomo con il braccio d’oro” e i dottori stimano che siano state realizzate oltre 3 milioni di dosi di Anti-D a partire dal suo sangue, salvando la vita di circa 2.4 milioni di infanti.

Alexander Akimov – L’ingegnere di Chernobyl

Chernobyl Reactor
Aleksandr Fëdorovič Akimov – Wikimedia Commons

Il disastro di Chernobyl è uno delle catastrofi nucleari più famose del mondo, ma prima dell’avvento dell’omonima serie TV, erano in pochi a sapere che, se non fosse stato per un uomo e la sua squadra, i danni sarebbero stati molto peggiori.

Nella notte del 26 aprile 1986, Alexander Akimov era a lavoro come supervisore dell’equipaggio  del reattore 4 dell’impianto nucleare di Chernobyl.

Inizialmente, quando ricevette la notizia che qualcosa era andato storto, Akimov non ci credette. Addirittura, trasmise false informazioni ai suoi supervisori per diverse ore: uno sbaglio terribile, al quale avrebbe rimediato più tardi quella notte.

Quando Akimov realizzò la dimensione dei danni al reattore, rimase indietro per rimediare il più possibile alla situazione. Dichiarò lo stato di emergenza appena l’impianto venne spento, sebbene ormai il danno fosse già stato fatto: il reattore era esploso, disperdendo materiale radioattivo ed emettendo radiazioni elevatissime.

Mentre l’evacuazione era in corso, Akimov restò lì e con la sua squadra cercò di attivare le pompe dell’acqua per inondare il reattore in emergenze come questa, ma la corrente elettrica era saltata e non era più ripristinabile. Così il supervisore rimase nell’edificio del reattore, insieme a pochi suoi colleghi ingegneri, a pompare manualmente l’acqua per allagare il reattore, senza alcuna protezione contro le radiazioni.

Il lavoro di questi ingegneri finì per costare loro la vita, ma permise di ridurre drasticamente l’impatto del disastro, salvando innumerevoli vite.

Conclusioni

Queste persone hanno avuto l’opportunità di salvare il mondo, l’hanno colta e quindi si possono definire a tutti gli effetti dei veri e propri eroi.

Ma anche tu puoi essere un eroe nella vita reale: con le tue azioni puoi aiutare le persone che ti circondano, salvaguardare l’ambiente e lasciare un’impronta positiva su questo mondo.

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